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Dalla Cagol alla loggia P2, l’isolamento di Dalla Chiesa (Chi ha ucciso Dalla Chiesa ? 4° parte) (YouTube Video Transcript)

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Title: Dalla Cagol alla loggia P2, l’isolamento di Dalla Chiesa (Chi ha ucciso Dalla Chiesa ? 4° parte)
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(00:00:00) Your YouTube transcript will appear here (00:00:18) Domenica 8 settembre 1974. I carabinieri (00:00:21) del nucleo speciale di Dalla Chiesa (00:00:23) mettono a segno un colpo sensazionale. A (00:00:26) Pinerolo finiscono in manette Renato (00:00:28) Curcio e Alberto Franceschini, fondatori (00:00:30) e capi storici delle Brigate Rosse. (00:00:34) Il successo dell'operazione si deve (00:00:35) soprattutto ad un infiltrato, Silvano (00:00:37) Girotto, detto frate Mitra. (00:00:43) Non gliene fregava nulla della legge (00:00:45) formale, (00:00:47) del servizio allo Stato si uomo di (00:00:48) un'onestà totale. (00:00:51) Il servizio dello Stato era in cima ai (00:00:54) suoi capelli, però (00:00:55) >> anche nel nell'infiltrare i suoi uomini (00:00:59) nelle nelle bande terroristiche c'erano (00:01:01) sempre dei limiti che venivano posti. (00:01:06) partecipare comunque a delitti contro la (00:01:09) persona, (00:01:10) ma sì un attentato incendiario contro (00:01:14) un'auto che potesse fungere da eh (00:01:18) ingresso, da legittimazione all'ingresso (00:01:21) nella nel gruppo terroristico. (00:01:25) >> L'arresto di Curcio e Franceschini, così (00:01:27) spettacolare e clamoroso, suscita subito (00:01:29) polemiche. Ma è solo invidia per quel (00:01:32) reparto troppo autonomo? Oppure ha (00:01:34) ragione chi si chiede perché l'inchiesta (00:01:35) è stata chiusa così in fretta? (00:01:37) Dopotutto, se dalla chiesa avesse (00:01:39) aspettato qualche giorno, l'azione (00:01:40) avrebbe portato alla cattura di tutto il (00:01:42) vertice delle birre, incluso Mario (00:01:44) Moretti. dalla Chiesa premeva non tanto (00:01:48) per qualche motivo (00:01:50) quanto poter dimostrare che la (00:01:53) costituzione di questo reparto non era (00:01:56) stata inutile. (00:02:29) Ottobre 1974, (00:02:32) a Robiano, piccola frazione di Mediglia. (00:02:34) Una perquisizione porta alla luce (00:02:36) documenti che cambieranno le sorti della (00:02:39) lotta al terrorismo. Sono i dossier (00:02:41) interni delle Brigate Rosse, ma è solo (00:02:44) l'inizio di una stagione febbrile. Pochi (00:02:47) mesi dopo, il 18 febbraio del 1975, (00:02:52) accade l'impensabile. Renato Curcio, uno (00:02:55) dei fondatori delle birre, evade carcere (00:02:57) di Casale Monferrato. L'operazione (00:03:00) audace, militarmente perfetta. A guidare (00:03:02) il commando che lo libera c'è sua moglie (00:03:05) Margherita Cagol, detta amara, (00:03:07) un'evasione che umilia lo stato. (00:03:14) Ma è il 5 giugno 75 che si consuma uno (00:03:18) dei capitoli più drammatici di quegli (00:03:19) anni. Il giorno prima Vittorio Vallarino (00:03:22) Gancia, industriale dello spumante, (00:03:24) viene rapito dalle birre e rinchiuso (00:03:27) nella cascina spiotta d'Arzello vicino (00:03:30) ad Acquiterme. Quando i carabinieri (00:03:32) arrivano per liberarlo, all'alba del 5 (00:03:34) giugno si scatena l'inferno. Armi (00:03:37) automatiche, bombe a mano, un vero e (00:03:39) proprio campo di battaglia. L'ostaggio (00:03:42) viene salvato, ma il prezzo è altissimo. (00:03:45) L'appuntato Giovanni D'Alfonso cade (00:03:47) sotto il fuoco nemico. Morirà dopo (00:03:50) giorni di agonia e a terra tre i (00:03:52) brigatisti rimane anche Margherita (00:03:55) Kagol, uccisa nello scontro. Il tenente (00:03:59) Umberto Rocca sopravvive, ma perde un (00:04:01) braccio e un occhio. (00:04:03) >> Si concluse il tutto con un mio puntato (00:04:06) che rimase ferito gravemente e morì 6 (00:04:09) giorni dopo l'ospedale e sul campo, (00:04:11) diciamo, rimase una donna che fu (00:04:13) identificata per Margherita Cagol, la (00:04:15) moglie di Renato Curcio. Subito dopo (00:04:18) liberammo il sequestrato. (00:04:21) Nel Monferrato carabinieri e polizia (00:04:24) stanno setacciando paesi e cascinali (00:04:26) alla ricerca dei due brigatisti fuggiti (00:04:28) dal sanguinoso scontro alla cascina (00:04:31) spiotta di Arzello d'Aqui. Il presunto (00:04:33) capo delle Brigate Rosse sarebbe fuggito (00:04:36) dal cascinale dopo la prima sparatoria (00:04:38) coi carabinieri. All'ospedale di (00:04:40) Alessandria la puntata dei carabinieri (00:04:42) Giovanni D'Alfonso, ferito durante lo (00:04:44) scontro è morente. Ieri si sperava in un (00:04:47) miglioramento, ma poi sono sopraggiunte (00:04:49) complicazioni e la sua vita è oggi (00:04:51) legata a un filo. Il maresciallo Cattafi (00:04:54) invece sta rimettendosi rapidamente. (00:04:56) Forse entro la prossima settimana potrà (00:04:58) lasciare l'ospedale. Il tenente Rocca (00:05:01) che è stato sottoposto a Genova a (00:05:02) delicati interventi chirurgici sta (00:05:05) migliorando. Fra oggi e domani il (00:05:07) brigatista Maraschi, arrestato dopo il (00:05:09) sequestro di Vallarino Gancia, verrà (00:05:12) interrogato in procura ad Acquiterme dal (00:05:14) dottor Daovo. Gli inquirenti sono alla (00:05:17) ricerca di ulteriori notizie sul (00:05:19) commando che ha rapito l'industriale (00:05:21) vinicolo di Canelli. (00:05:26) >> Generale della Chiesa, secondo lei è più (00:05:28) il timore o l'odio che i brigatisti (00:05:31) hanno per lei? (00:05:34) Ma l'odio (00:05:37) è un lusso (00:05:39) che non credo si possano permettere. (00:05:43) Sanno (00:05:46) che può condurli a qualche errore o a (00:05:49) qualche gesto temerario (00:05:52) e la temerarietà (00:05:56) prevede anche un po' di quel coraggio (00:05:59) che ha avuto soltanto la Maracagol. (00:06:03) Non certamente colui che di lei si è (00:06:05) avvalso come scudo, (00:06:08) né tutti gli altri che uccidono gli (00:06:11) inermi o peggio sparano le spalle. Per (00:06:15) quanto riguarda il timore, io so (00:06:18) benissimo di essere il rappresentante o (00:06:21) un servitore dello Stato che loro non (00:06:23) accettano, (00:06:25) ma è anche vero che sono espressione, (00:06:26) sia pure modesta, di un'arma e di (00:06:29) valorosi carabinieri che loro fanno bene (00:06:31) a temere. I sospetti del tenente Umberto (00:06:33) Rocca all'arrivo in una cascina sulle (00:06:35) colline del Monferrato, la ricerca del (00:06:38) covo dei brigatisti che hanno rapito (00:06:39) l'industriale Vittorio, Vallarino, (00:06:41) Gancia, i carabinieri notano qualcuno (00:06:43) dietro le persiane. Pochi secondi e da (00:06:46) quella finestra viene lanciata una bomba (00:06:48) a mano. (00:06:48) >> Questa bomba mi colpì in pieno il gomito (00:06:51) sinistro e mi amputò il braccio. Fu la (00:06:54) mia fortuna perché il calore della bomba (00:06:56) chiuse i vasi sanguigni, per cui non (00:06:57) morì disanguato. Nella sparatoria (00:06:59) muoiono la puntata dei carabinieri (00:07:01) Giovanni D'Alfonso e la brigatista (00:07:03) Maracagol, moglie di Renato Curcio. Il (00:07:05) tenente Rocca verrà decorato con la (00:07:07) medaglia d'oro al valor militare, (00:07:09) nonostante la perdita del braccio e (00:07:11) dell'occhio sinistro, tornerà in (00:07:13) servizio fino a ricoprire il ruolo di (00:07:15) generale. Da quella tragedia, dice oggi (00:07:17) il figlio di Gancia, nacque una profonda (00:07:19) amicizia tra suo padre e il carabiniere (00:07:21) che lo liberò dai terroristi. (00:07:23) >> Era una persona straordinaria, per me è (00:07:25) stato un maestro di vita. mi ha (00:07:27) insegnato la la voglia di di vivere e e (00:07:31) lo ricordo e lo immagino in cielo con (00:07:33) mio padre che che ci protegge. (00:07:36) >> C'è un dettaglio che emergerà solo (00:07:38) decenni dopo. In quello scontro c'è (00:07:41) anche un altro uomo che riuscì a (00:07:43) fuggire. Solo nel 2023, quasi 50 anni (00:07:47) dopo, le sue impronte digitali verranno (00:07:49) identificate su documenti ritrovati già (00:07:52) nel 76. è Lauro Azzolini, brigatista del (00:07:56) gruppo Reggiano. E qui dobbiamo fermarci (00:07:59) un attimo. Lauro Azzolini, sottolineiamo (00:08:01) questo nome perché è una figura (00:08:03) centrale, un filo rosso che attraversa (00:08:06) questa storia. Cagol, nome di battaglia (00:08:09) Compagna Amara, rimase sul Prato. Era (00:08:11) sposata col capo e ideologo delle BR (00:08:14) Renato Curcio e morì nello scontro a (00:08:16) fuoco con i carabinieri per la (00:08:17) liberazione dell'industriale Vallarino (00:08:19) Gancia. Ma quel 5 giugno del 1975 (00:08:22) alla cascina spiotta di Arzello, (00:08:24) nell'Alessandrino, morì anche (00:08:26) l'appuntato dei carabinieri Giovanni (00:08:28) D'Alfonso. Un brigatista riuscì a (00:08:30) fuggire a piedi nel bosco e non venne (00:08:31) mai scoperto. Scrisse una relazione (00:08:34) sull'accaduto che venne trovata nel covo (00:08:36) delle BR in via Maderno a Milano nel (00:08:38) 1976 (00:08:39) Dopo 47 anni la Procura di Torino ha (00:08:42) interrogato a Milano alcuni ex (00:08:44) brigatisti che vivono in Lombardia. (00:08:46) Mentre i risti Parma stanno analizzando (00:08:48) la macchina per scrivere utilizzata dal (00:08:50) brigatista ricercato per redigere il suo (00:08:52) rapporto. (00:08:55) C'ero quel giorno, 50 anni fa alla (00:09:00) spotta. (00:09:01) È iniziata così questa mattina in Corte (00:09:03) d'Assis ad Alessandria la dichiarazione (00:09:05) spontanea di Lauro Azzolini, ex (00:09:08) brigatista rosso finito a processo (00:09:10) insieme a Renato Curcio per i fatti di (00:09:12) Cascina Spiotta nell'acquese avvenuti (00:09:14) nel 1975 (00:09:16) nel corso del drammatico sequestro (00:09:18) dell'imprenditore Gancia che finì con la (00:09:20) morte della brigatista Mara Cagol, (00:09:22) moglie di Curcio e del carabiniere (00:09:24) Giovanni D'Alfonso, per il quale (00:09:26) Azzolini risponde di omicidio. Oggi (00:09:28) l'imputato ha 82 anni e per la prima (00:09:31) volta ha messo la sua presenza a cascina (00:09:33) spiotta, pur non raccontando chi sparò (00:09:35) effettivamente al carabiniere, elemento (00:09:38) che, secondo l'avvocato della famiglia (00:09:39) di D'Alonso, Sergio Favretto, non pone (00:09:42) alcun dubbio sul fatto che il processo (00:09:43) debba procedere per fare finalmente (00:09:45) piena luce sugli avvenimenti. Secondo la (00:09:48) difesa invece Azzolini non è imputabile (00:09:50) perché già processato e assolto, (00:09:52) nonostante il fascicolo sia stato perso (00:09:54) durante l'alluvione del 1994. (00:09:57) Non si può processare due volte un (00:09:59) imputato per lo stesso fatto, hanno (00:10:01) detto gli avvocati. Da pochi mesi ero (00:10:03) arrivato a Torino e da operaio mi ero (00:10:07) impegnato al lavoro di coordinamento (00:10:09) delle avanguardie nelle fabbriche (00:10:11) torinesi. (00:10:13) Dopo l'arresto di due compagni della (00:10:15) colonna torinese, (00:10:17) entro anch'io nella clandestinità, (00:10:21) proprio nel momento in cui, per (00:10:23) necessità di autofinanziamento, (00:10:26) la organizzazione decise di sequestrare (00:10:29) un ricco imprenditore. (00:10:33) Era la prima volta e io gli partecipai. (00:10:37) Il tutto avrebbe dovuto concludersi in (00:10:40) pochi giorni senza conseguenze né per il (00:10:44) sequestrato né per noi. (00:10:46) >> Mara e io avremmo dovuto controllare a (00:10:49) turno l'unico violo di accesso alla (00:10:52) cascina. (00:10:53) Ad improvviso sentimmo dei colpi forti (00:10:56) alla porta e guardando dalla finestra ci (00:11:01) accorgemmo della presenza di un (00:11:03) carabiniere. (00:11:05) ad entrambi ci cadde il mondo addosso e (00:11:09) ci prese il panico. (00:11:11) Ho sentito dire che saremmo stati (00:11:13) istruiti e addestrati per cosa fare in (00:11:16) quei casi e altre cose del genere, ma (00:11:19) non è vero. Non sapevamo assolutamente (00:11:22) cosa fare perché non era mai successo. (00:11:26) Vi fu una improvvisazione di tutto sul (00:11:29) momento. (00:11:30) Quel che ricordo è che decidemmo di (00:11:33) fuggire abbandonando l'ostaggio, ma (00:11:36) tutto precipitò. (00:11:39) Sentimmo colpi di arma verso di noi, (00:11:42) rispondemmo con qualche colpo nel caos (00:11:45) di una frazione di secondi. (00:11:48) Rese le nostre auto, pensammo di esserci (00:11:50) riusciti, ma la carreggiata era sbarrata (00:11:54) dall'auto dei CC. (00:11:56) Io e Mara ci ultammo finendo la corsa (00:11:59) sotto il tiro di un altro carabiniere (00:12:02) che era spuntato all'improvviso. (00:12:05) Vi fu la resa nostra. (00:12:08) Uscito dall'auto mi affacciai a Mara, (00:12:11) era già sul prato. (00:12:14) Notai che che sanguinava da un braccio, (00:12:17) le chiesi se era ferita. Mi disse di sì, (00:12:21) ma che non era niente e che se c'era (00:12:23) l'occasione bisognava tentare ancora di (00:12:26) fuggire. (00:12:28) E risposi che avevo ancora un SRCM. (00:12:33) D'accordo. Al suo cenno la lanciai e mi (00:12:36) misi a correre verso il bosco, convinto (00:12:39) che Mara mi avrebbe seguito. (00:12:42) Raggiunto il bosco, mi accorsi che lei (00:12:44) non c'era e allora guardai verso il (00:12:47) prato della cascina. E l'ultima immagine (00:12:50) che ho di Mara, che no che non (00:12:52) dimenticherò mai, è di lei ancora viva (00:12:55) che si era arresa con entrambe le (00:12:57) braccia alzate, disarmata e urlava di (00:13:00) non sparare. (00:13:02) >> Si accomoda sulla sedia dei testimoni e (00:13:04) dice: "Finalmente sono qui la voce è (00:13:06) quella di Bruno D'Alfonso, figlio di (00:13:08) Giovanni D'Alfonso, l'appuntato dei (00:13:10) Carabinieri che il 5 giugno del 75 morì (00:13:13) in uno scontro a fuoco con i brigatisti (00:13:15) alla cascina spiotta di Melazzo (00:13:17) nell'alessandrino. nel tentativo di (00:13:19) liberare l'imprendatore ballarino Gancia (00:13:21) rapito dai Brigatisti. Quel giorno morì (00:13:23) anche Maracagol, moglie di Renato (00:13:25) Curcio, membro delle BR. È stato lui, (00:13:27) Bruno, con la sua tenacia, a far (00:13:29) riaprire un processo che si pensava (00:13:30) ormai archiviato. A 10 anni, davanti (00:13:33) alla TV aveva preso della morte del (00:13:34) padre. In quel momento aveva deciso che (00:13:36) avrebbe fatto tutto il possibile per (00:13:38) avere giustizia. 30 anni nell'arma dei (00:13:40) Carabinieri con un sogno nel cassetto, (00:13:42) quello di fare il giornalista che ha (00:13:43) potuto avverarsi solo da pochi anni. (00:13:45) Ora, su quella sedia davanti alla Corte (00:13:47) d'Assise presieduta da Paolo Bargero, (00:13:49) Bruno, insieme alle sorelle Sonia e (00:13:51) Cinzia racconta il passato. Una vita (00:13:53) stravolta dalla morte del padre e non (00:13:55) rinuncia a puntare il dito. Siamo stati (00:13:57) lasciati soli dalle istituzioni e poi (00:14:00) dice una frase che pesa come un macino. (00:14:02) Lei sono andato a parlare con ballarino (00:14:04) Gancia che era stato rapito dal gruppo (00:14:07) delle BR e quando gli ho chiesto ma lei (00:14:10) non ha mai riconosciuto tra le voci (00:14:13) qualcuno dei rapitori? Vallarino Gancia (00:14:15) le ha risposto sì, ma il generale della (00:14:18) chiesa mi disse di stare zitto (00:14:20) >> sì. Sì, confermo quello che ho detto in (00:14:22) aula. Questa questa testimonianza (00:14:24) eh diciamo adesso è deceduto eh vittorie (00:14:29) ora Rino Gancia, ma io comunque ancora (00:14:31) era io non ero da solo, era con me un un (00:14:33) testimone, quindi è una è una frase che (00:14:35) io comunque ho ho ben inteso e posso (00:14:39) confermare anche con il testimone il (00:14:42) maresciallo che era con me. E (00:14:43) >> lei che idea si è fatto? (00:14:45) Ma mi sono fatto appunto un'idea, questo (00:14:47) era un ulteriore alleneramento che (00:14:49) rafforzava la mia ipotesi, cioè quella (00:14:51) di rallentare in un certo qual modo (00:14:53) questo indago, no? rallentare, diciamo, (00:14:55) di ovattare un po' tutta la questa (00:14:59) questa vicenda che a un certo punto le (00:15:01) ho pensate tutte, nel senso i motivi per (00:15:05) cui si arrivati a quel punto è perché, (00:15:07) appunto, ho detto per me secondo me (00:15:08) c'era come un patto di non belligeranza (00:15:10) tra stato e e terrorismo. (00:15:12) >> Chi uccise Giovanni D'Alfonso è ancora (00:15:14) un punto interrogativo sul quale questo (00:15:16) processo cercherà di fare luce. Di certo (00:15:18) si sa che durante la sparatoria (00:15:19) D'Alfonso cadde a terra e quando era (00:15:21) ormai disarmato senza colpi qualcuno gli (00:15:24) avrebbe sparato alla testa. La (00:15:25) traiettoria dei colpi dall'alto verso il (00:15:27) basso fa pensare appunto che l'appuntato (00:15:29) si trovasse a terra. (00:15:35) Eppure, nonostante i successi, (00:15:38) nonostante gli arresti eccellenti, nel (00:15:40) 1976 (00:15:41) accade qualcosa di inspiegabile. Il (00:15:44) nucleo antiterrorismo, guidato dal (00:15:46) generale Carlo Alberto dalla Chiesa, (00:15:48) viene sciolto. Le motivazioni ufficiali (00:15:51) parlano di critiche ai metodi usati, (00:15:53) agli infiltrati tra i brigatisti, alla (00:15:56) tempistica degli arresti di Curci e (00:15:57) Franceschini. Ma è davvero solo questo? (00:16:05) L'inizio del 76 trova Carlo Alberto (00:16:08) dalla chiesa ammareggiato. L'uomo che ha (00:16:10) messo in ginocchio le Brigate Rosse si (00:16:12) ritrova improvvisamente senza il suo (00:16:14) strumento principale, il reparto (00:16:16) speciale antiterrorismo che gli era (00:16:18) stato affidato nel 74 e gli viene ora (00:16:21) tolto. I suoi uomini, quelli che ha (00:16:23) formato e guidato, vengono dispersi tra (00:16:26) i reparti dell'Italia settentrionale. (00:16:28) Sarà lo stesso dalla Chiesa nel 1981 (00:16:31) davanti all'ufficio istruzione del (00:16:33) Tribunale di Milano a raccontare quei (00:16:35) giorni con parole misurate ma cariche di (00:16:38) delusione. Lui, sempre rispettoso verso (00:16:41) i superiori, non nasconde però (00:16:43) l'ostilità che percepisce dagli ambienti (00:16:45) milanesi dell'arma. E qui emergono nomi (00:16:49) pesanti. La divisione Pastrengo, ancora (00:16:52) sotto l'influenza del generale Palumbo e (00:16:55) la Regione di Milano, comandata dal (00:16:57) colonnello Mazzei, tutti legati alla P2. (00:17:01) Dalla chiesa di Rà. venne determinato lo (00:17:04) scioglimento di questo nucleo speciale. (00:17:06) Con lo scioglimento di questo nucleo (00:17:07) speciale io rimasi un po' senza (00:17:09) strumenti. Avvertì da prima un minor (00:17:12) sostegno e talvolta anche una minor (00:17:15) comprensione per la mia fatica e per il (00:17:17) rischio cui andavo incontro. Per il (00:17:20) generale non è un periodo entusiasmante. (00:17:23) Continua a lavorare come comandante (00:17:25) della Brigata di Torino. Si occupa di (00:17:27) eversione di destra del clan dei (00:17:29) Marsigliesi, ma qualcosa si è spezzato. (00:17:37) Autunno 1976 (00:17:40) arriva un'altra mazzata. Il comandante (00:17:42) generale dell'Arma Enrico Mino chiama (00:17:45) dalla chiesa al telefono. Il messaggio è (00:17:47) chiaro. Nel febbraio del 77 dovrà (00:17:50) lasciare anche il comando della Brigata (00:17:52) di Torino e dopo rimarrà a disposizione (00:17:56) una formula burocratica che suona come (00:17:59) una condanna. Dalla chiesa sempre (00:18:01) composto racconta l'avvicendamento nel (00:18:04) mese di febbraio non era nelle mie (00:18:06) attese in quanto sarei stato proposto al (00:18:09) grado superiore soltanto alla fine del (00:18:11) 77 ma accettai la soluzione. Ma è il (00:18:15) colonnello Bozzo, suo fedele (00:18:16) collaboratore a descrivere la vera (00:18:19) atmosfera di quei giorni. racconta le (00:18:22) confidenze ricevute dal generale, la (00:18:24) telefonata del generale Mino molto (00:18:27) vicino all'ambiente geliano. (00:18:29) Un'allusione nemmeno troppo velata, a (00:18:31) Licio Gelly e il tentativo di dalla (00:18:34) chiesa di obiettare, ma io sono in (00:18:36) avanzamento e la risposta niente, (00:18:40) silenzio. (00:18:42) Andare in avanzamento a disposizione (00:18:44) spiega Bozzo, significa essere messi (00:18:47) dietro l'ultimo a distanza. e dalla (00:18:50) chiesa capisce che per lui è finita. (00:18:58) Ed è qui che entra in scena il generale (00:19:00) Franco Picchiotti. Alcuni giorni dopo (00:19:03) quella telefonata devastante, Picchiotti (00:19:06) si presenta inaspettatamente (00:19:07) nell'ufficio di Dalla Chiesa a Torino, (00:19:10) lo guarda e dice: "Ti vedo un po' giù". (00:19:13) Bozzo ricostruisce il dialogo con le (00:19:16) parole stesse di dalla chiesa, un (00:19:18) siparietto quasi teatrale. (00:19:19) >> Quando improvvisamente al comando della (00:19:23) prima brigata di Torino della si (00:19:25) presenta il generale Franco Picchiotti, (00:19:27) ma era già fuori dall'arma e e gli dice (00:19:30) Carlo, ti vedo un po' abbattuto, come (00:19:33) mai? Cos'è che non va? Dice, "Eh, non (00:19:36) vai. La mia carriera è finita, si è (00:19:38) conclusa, mi mettono a disposizione, ho (00:19:41) finito. Dice, "Ma no, ma non ti devi (00:19:44) abbattere così, eh. C'è tante le strade (00:19:48) del Signore sono infinite, eccetera. Ma (00:19:52) perché non vieni con noi? Se vieni con (00:19:53) noi, vedrai che ti risolviamo tutti i (00:19:55) problemi. Ma detto con voi chi? (00:20:07) la P2 la logia massonica per le altre (00:20:10) autorità eccetera. (00:20:12) E dice "Ma no, io io con la massoneria (00:20:15) io sono cattolico, non" (00:20:19) e dice "No, guarda, io ti lascio qua il (00:20:22) documento per laa affiliazione." (00:20:26) Cosa fa dalla chiesa? chiama il (00:20:28) comandante generale e gli dice, "Guardi, (00:20:30) è venuto qua il generale Picchiotti (00:20:32) così, così così così." Dice, "Beh, cosa (00:20:33) c'è di male?" (00:20:37) E dice, "Ma mi ma non ci vedo nulla di (00:20:40) male", dice il comandante. (00:20:42) Allora lui ha capito, ha firmato, (00:20:45) gliel'ha consegnata, (00:20:47) trasferimento, non si è più parlato di (00:20:49) trasferimento, va all'avanzamento, viene (00:20:52) promosso generale divisione. Il comando (00:20:54) generale dell'arma dei carabinieri non (00:20:57) lo voleva, (00:20:58) >> parliamoci chiaro, non lo volevano fra i (00:21:00) piedi al comando generale o in qualche (00:21:03) altra, in qualche divisione, l'hanno (00:21:05) mandato al Dipartimento sicurezza delle (00:21:08) carceri (00:21:14) quella domanda datata 28 ottobre 76 (00:21:17) verrà ritrovata più di 4 anni dopo, è il (00:21:21) 1981, (00:21:22) perquisizione (00:21:23) nell'ufficio di Licio Gelli a Castiglion (00:21:26) Fibocchi. Nella cassaforte una (00:21:28) cartellina intitolata Sospesi. Dentro la (00:21:32) domanda di Dalla Chiesa e accanto (00:21:35) quattro lettere curiose firmate da (00:21:37) Jelly, apparentemente spedite dalla (00:21:40) chiesa. Ma il generale dichiarerà di non (00:21:43) averle mai ricevute, così come (00:21:46) dichiarerà di non aver mai più visto né (00:21:48) sentito picchiotti dopo quel 28 ottobre (00:21:51) del 1976. (00:21:54) una firma estorta, una trappola perfetta (00:21:57) e forse la spiegazione di tutto quello (00:22:00) che sarebbe venuto dopo. Jelly temeva (00:22:04) dalla chiesa. Quelle lettere tenute nel (00:22:07) cassetto erano un'arma da poter (00:22:10) utilizzare nel momento giusto, ma come (00:22:13) vedremo un'arma insufficiente. (00:22:15) >> Lo volevano destituire la già comandante (00:22:18) della divisione Pastrengo. Ti vogliano (00:22:20) togliere il comando della divisione (00:22:22) Patengo. (00:22:23) >> Ricordi, tesoro, quando il Picchiotti (00:22:25) per mesi e mesi insistette venendo da (00:22:27) Roma a Torino perché vi aderissi? E (00:22:30) ricordi che dopo avermi estorto un (00:22:31) modulo immediatamente dissi che non ne (00:22:33) volevo sapere e che volevo continuare a (00:22:35) camminare senza il presunto aiuto di (00:22:37) alcuno? (00:22:39) Invece di distruggere il modulo e benché (00:22:41) non fosse stato seguito da alcun fatto, (00:22:43) quel picchiotti lo ha passato ad altri (00:22:45) che lo hanno custodito per 5 anni. (00:22:49) Lui voleva ritornare in possesso di (00:22:51) quella scheda che era finita a Gelly (00:22:56) perché lui non si è mai fatto non ha mai (00:22:59) aderito alle richieste di Gelly di (00:23:01) formalizzare. (00:23:02) >> Era massone, è stato sempre massone e (00:23:06) può darsi che dalla massoneria normale (00:23:08) si sia scritta la P2, massone il padre, (00:23:11) massone lui e massone il fratello. E gli (00:23:13) chiesi, gli chiesi le ragioni e lui mi (00:23:17) rispose che si era affacciato, mi pare (00:23:20) che avesse usato questa espressione, (00:23:23) alla PDU per vedere che cosa ci fosse (00:23:25) dentro. (00:23:26) Era (00:23:28) talmente forte questo senso di di (00:23:30) ingiustizia che a tavola era la festa (00:23:33) dell'Arma, credo dell'81 (00:23:36) e c'era mio figlio che si chiama come (00:23:38) lui Carlo Alberto che gli giocava (00:23:40) intorno, era legatissimo. Lui ruppe un (00:23:42) bicchiere con le mani stringendolo nelle (00:23:44) mani. Era davvero un uomo ferito. (00:23:51) Oggi sono usciti finalmente i famosi (00:23:53) elenchi della nota loggia. E se sono (00:23:55) stato al fine soddisfatto di far sapere (00:23:57) a tutti che non c'ero, mi è dispiaciuto (00:24:00) non poco trovarvi il nome di mio (00:24:02) fratello Romolo. Non solo non ne aveva (00:24:04) mai accennato, ma non lo pensavo com'è (00:24:07) possibile e può darsi che nei giorni da (00:24:10) corsi l'equivoco nei miei confronti sia (00:24:12) sorto proprio da ciò. Hanno stracciato (00:24:15) il foglio. E perché sarà stato (00:24:17) stracciato il foglio? Perché c'era il (00:24:19) nome di Carlo Alberto la Chiesa e (00:24:21) avrebbe fatto ridere tutti dire che era (00:24:23) un'organizzazione (00:24:25) sovversiva quella in cui c'era l'eroe (00:24:27) del momento Carl Alberto della Chiesa, (00:24:29) ma lui aveva la protezione mia e di (00:24:33) Virgilio Rognoni. La P2 nella sua (00:24:35) carriera non c'entra nulla. il il (00:24:39) neofita che era il candidato, c'era il (00:24:41) gran maestro Gamberini o Salvini, c'era (00:24:44) poi un altro perlomeno un altro (00:24:48) esponente del partito, perché quando noi (00:24:51) venivano iniziati gli si faceva vedere (00:24:54) che non c'è sempre un ministro, gli si (00:24:57) faceva trovare un altro ministro perché (00:25:00) non doveva pensare che lui era solo lui, (00:25:03) no, ce n'erano tanti altri. Il fatto (00:25:05) erano posso portare un fatto che i due (00:25:10) fratelli dalla chiesa, Alberto dalla (00:25:13) Chiesa, generale dei Carabinieri, Romolo (00:25:16) dalla Chiesa, generale dei Carabinieri, (00:25:18) erano fratelli, ma l'uno e l'altro non (00:25:21) sapevano che erano iscritti. L'hanno (00:25:24) saputo dopo che dopo che è stato morto. (00:25:26) >> Sì. (00:25:27) >> E erano iscritti effettivamente tutti e (00:25:29) due o c'era stato solo la domanda? (00:25:31) >> No, no, tutte e due. Tutte e due (00:25:32) iscritte. (00:25:33) >> Tutti. Tutti e due iscritte. Due (00:25:34) iscritti, tutti e due iniziati. (00:25:36) >> Sì. (00:25:46) เฮ

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